ALTROVE QUI OVUNQUE
Per i 100 anni della CGIL di Bergamo
Anche se non è più come prima
Anche se non è più come prima
Sei per me come l'antico miele dei pastori
La tua voce è la voce di chi non ha voce
Che mai cessò di gridare
Anche nella notte buia
Quando assassinarono i poeti
La tua voce è come una rosa segreta
Che sempre ritorna
E altre e altre cose ancora
A volte risvegli in me
L'odore forte del vento
Allora d'improvviso
Riconosco le tue braccia forti e la tua forza
Come a ristabilire nuove ragioni
E a ribadire le radici
Transitoria e tardiva a volte
Ma testarda e determinata sempre
Sei come un fremito di vento
Che colpisce le scogliere
Sei come un papavero rosso
Che resiste al vento
La tua bocca è la bocca di tutti
Di giorno e di notte
Come onda alta sopra le onde
Come uragano sopra le antiche bandiere
Conosco le tue origini incessanti
E la tua faticosa frontiera:
Il pane duro e il sorriso di donna
I volti sconfitti e bruciati
E la solitudine dagli occhi grandi
E dai denti di vetro
Tra essere e non essere
Una volta ancora
‑ Disperatamente
Percorro Insieme a te
I difficili percorsi
Il tuo esistere
E' come un seme che cade nella terra
E lì continua
Altri verranno
A tessere il tuo velluto di baci
E a respirare il profumo delle mimose
Con mani forti
Con unghie
Ti seguo
Altrove qui ovunque
A occhi chiusi
Riconosco i muri
Il fumo la casa
E tutti i nostri orizzonti.
21 Aprile 2001 Alberto Scanzi








