Nancy è nigeriana. Viene da Lagos, ha circa vent'anni, non è in Italia da molto tempo, parla poco e male l'italiano.
La conosco al centro dì prima accoglienza.
Non sembra voglia integrarsi.
Non vuole prendere i pasti con le altre, né partecipare alle varie attività di gruppo.
Niente di ciò che si organizza al centro pare interessarla.
Si fa aiutare a farsi delle treccine da un'altra ragazza e le paga trecento euro, ha dei soldi non dichiarati e li spende senza criterio, riempiendo poi tutto il pavimento pezzo dopo pezzo di capelli posticci.
Dice che il cibo non le piace e vuole cucinarsi solo pollo e riso che lascia cuocere sui fornelli della cucina comune per delle ore.
Una sera proprio davanti ai fornelli parliamo, della Nigeria, di Lagos, delle altre ragazze di Lagos che conosco, della cucina tipica nigeriana...
Mi sembra che un pochino il viso le si illumini, miraggio, di vita vissuta passata, trapassata.
E' un attimo.
Un giorno che non sono di turno e gli altri educatori sono fuori sede, complice, sicuramente, qualche altra ragazza,Nancy fugge via.
La sua valigia.
L'autostop.
La strada.








