Pagine Ribelli

Club.it

Pagine Ribelli

Rifondazione Carcare Circolo Adriano Zunino

Pagine Ribelli

TimoteoTeatro

concorsiletterari.it

concorsiletterari.it - Pagine Ribelli

concorsiletterari.it

concorsi-letterari.it

concorsi-letterari.it - Pagine Ribelli

concorsi-letterari.it

Mauro Bramardi

Il sito di Mauro Bramardi

Vento Largo

Vento Largo - Pagine Ribelli

Vento Largo

Scrittori Emergenti

Scrittori Emergenti - Pagine Ribelli

Scrittori Emergenti

Pagine Ribelli

Il Filo Creativo di Flavia

Pagine Ribelli

Scrittori la Conchiglia

Home > I Nostri Concorsi > La Resistenza Ieri e Oggi : Criste Ugo

La Resistenza Ieri e Oggi : Criste Ugo

Criste Ugo : Dario
Verso la fine di agosto del 2008,dopo una estenuante e terribile malattia polmonare,mio zio Aldo,il mio zio partigiano, purtroppo è morto. Fra le cose cariche di ricordi le quali teneva in casa, era scapolo e viveva solo,ho trovato documenti dal valore per me inestimabile,e che mi hanno profondamente commosso. Tra quelle importanti testimonianze storiche,ho scovato un attestato di “Diploma di medaglia garibaldina". Certificati di appartenenza al movimento partigiano e altri incartamenti sempre relativi a quel periodo. Ho potuto così appurare che militava in qualità di vice comandante di distaccamento nella Brigata S.A.P. Longhi,ed il suo nome di battaglia era "Dario".
Quando ero fanciullo,siccome sapevo del suo passato di antifascista combattente,cercai più volte di farmi raccontare qualche episodio. Ma egli sorvolava,cambiava discorso,insomma non ne voleva proprio parlare. Nel suo essere,era un uomo introverso, schivo,e soprattutto immune alla celebrazione di se stesso. In tutti questi anni che l'ho frequentato,ho imparato ad amarlo ,a rispettare quella sua ritrosìa a confidarsi, e ad accettare,anche se a malincuore,quel sapere e non sapere. Ma poi venne la condanna della malattia... Erano i primi di agosto e già da un mese era all'ospedale. Quella sera quando giunsi dal suo letto nella clinica dove era ricoverato,senza tanti preamboli mi indicò di sedermi accanto a lui e poi mi disse. " Se non te lo racconto adesso, si rischia che da me, non lo saprai mai. Ti narrerò della beffa che facemmo ai fascisti." mi sedetti al suo fianco. Osservai il suo corpo martoriato, sfinito. I suoi occhi grigi come l'ardesia,scivolarono sul pavimento,e in quella mezz'ora che segui mi assegnò un compito. Essere la sua memoria storica. E cominciò. “Il 16/12/1944 al teatro lirico di Milano ci fu una grande adunata fascista­.Parlava Mussolini.
La manifestazione venne ripresa ed il filmato,inviato presso le altre città del nord. Naturalmente questo doveva accadere pure a Genova. Per l'occasione scelsero il cinema Universale in via XX Settembre. Per i fascisti,era una opportunità di propaganda da non perdere. Diedero all'evento molta pubblicità. Attaccarono manifesti. Ne parlarono alla radio. Proprio per questo motivo decidemmo di mandargli tutto in fumo. A questa azione partecipammo in tre. C'era Pino,che era il nostro capo,Silvano,e naturalmente io. Per entrare all'Universale,usammo una uscita di sicurezza lasciata aperta e incustodita. Il teatro era gremito. Avanzammo tenendoci rasenti al muro,e come ci eravamo immaginati nessuno ci notò. Arrivati in fondo entrammo nella cabina del proiezionista. Costui,appena vide le nostre pistole puntate contro la sua pancia,si gettò in ginocchio implorandoci di avere risparmiata la vita. Lo imbavagliammo,e con una corda lo legammo mani e piedi. Poi mi sistemai sotto il cappotto e dentro una borsa di tela,che tenevo appesa al collo,la “pizza” del filmato. Infine,come se niente fosse, ripassammo nuovamente in mezzo alla vociante e ignara marmaglia fascista,e portammo il film in Oregina, nascondendolo in un locale che adoperavamo come base di partenza per le nostre azioni di sabotaggio. Non puoi immaginare come s’incazzarono! Erano in attesa di pendere dalle labbra del loro Duce,e invece avevano fatto la figura dei coglioni. Come se non bastasse,all'interno dell'Universale zeppo di brigate nere,c'erano pure le SS,e anche il famoso prefetto Basile in compagnia del questore Spiotta. Avrei voluto vederli in faccia,quando hanno scoperto l'operatore legato come un salame,ed il loro prezioso filmato trafugato. Scatenarono dei rastrellamenti. Fecero degli arresti,e attraverso qualche fermo individuarono Pino,il quale però nel frattempo si era unito ai partigiani che operavano nelle Langhe. Ma giungendo a lui,arrivarono però in Oregina,ed in quel locale di via Casaccia,dove avevamo celato la pellicola. Io e Silvano,non facemmo in tempo a fuggire,e venimmo perciò catturati.”
S'interruppe,e per alcuni secondi si guardò il dorso delle mani poi continuò. “Ricordo,che vennero a prendermi a casa. E di notte. Non bussarono la porta. La buttarono giù. Ricordo il pianto di mia madre. E poi mio padre,tuo nonno,mentre veniva colpito con il calcio di un fucile sulla fronte,perché tentava di proteggermi dai colpi che ricevevo. Ci condussero alla Casa lo Studente. Ci torturarono. Ci strapparono le unghie. Ma non dicemmo nessun nome. A quei porci non rivelammo nulla. Il tribunale speciale fascista ci condannò a otto anni e tre mesi,e ci rinchiusero nel carcere di Mirassi.”
 
Il flusso delle sue parole attenuandosi d'intensità si placò. Fra di noi calò un silenzio greve,pesante. Vidi la sua attenzione scendere lungo le sue braccia divenute scheletriche. Rami nodosi, secchi,quasi senza più linfa. Stupidamente mi venne spontaneo chiedere.
“Perché questa storia me l'hai raccontata solo oggi?”.
Ma lui non mi rispose. Mi diede invece,ed insolitamente,la mano per salutarmi,ed io allora,sentendomi nei suoi confronti una nullità,capii che voleva rimanere solo.
Fu l'ultima volta che potei ascoltare la sua calda voce. Do, lo due giorni entrò in coma Sopravvisse in quello stato due settimane. Infine spirò.
 
Buon viaggio zio Aldo. Buon viaggio "Dario". Vivrai cori me finché vivrò.
13/06/2010 commenti (0)