La Storia non si ferma
Torna sempre il passato
dalle nebbie diradate,
sulle rive senza tempo
è confuso il presente,
memoria e menzogna
gioca incerto il futuro.
La storia ripete paziente
per i suoi figli distratti
che piangeranno domani
e discende il suo corso
nel solito letto sconvolto
fra argini vecchi rifatti.
Ora impetuoso torrente,
a destra, a sinistra,
fin che incide la pietra
il filo d'acqua insistente.
Ora fiume limaccioso
si fa piena d'improvviso,
straripa e tutto travolge,
poi tranquillo impaluda.
E l'alba ancora accende
il giorno che non torna,
per gli eroi senza nome
che insieme costruiscono
un mondo senza eroi.
La Storia non si ferma.
Gennaio 2005
Padre Coraggio
A mio padre
Ora che il male dei secolo
ha spento il tuo tramonto
ora che la notte senza fine
ha preso la tua resistenza
ora che il tuo tempo stanco
è chiuso nel nulla dei poi
ascolto sempre, padre,
parole che non hai detto,
lezioni che non hai tenuto,
storie che non hai narrato.
Altri padri mi hanno acceso
il colore delle idee, cantato
vittorie di eroi senza nome
in mille battaglie perdute.
Tu mi additavi in silenzio
lavoro impegno e cultura
lungo i sentieri della vita
contavi i battiti del cuore
dalle ragioni degli esclusi.
Dicevi il rigore della storia
il coraggio della speranza
con la dignità della lotta,
poche parole a malapena
a chiarire l'appartenenza
vere d'orgoglio e d'umiltà.
Il tuo granello si confonde
sulla spiaggia del tempo,
ma senza parole, padre,
illumini la mia ragione
sull'eternità della Storia.
Novembre 1978
L'aurora sulla Neva
Ora è spenta
L’Aurora sulla Neva
La grigia notte
dell'indifferenza
ha catturato l'alba
del nuovo giorno.
Nel Palazzo d'Inverno
congelate le speranze
degli uomini
attendono
ancora le ore calde
della Storia
Ma tornerà
l'Aurora sulla Neva
Novembre 1997
A Piskariovska[1]
Dai rami dei tigli la musica
lieve di vita e di morte
avvolge il silenzio dei vivi
sui lunghi viali alberati
e guida dolore e rispetto
fra campi recinti di rose.
Nelle file di fosse comuni
riposano eroi senza nome
a fiaccole eterne d'amore
e di gloria, e lapidi nude
in pietra serena, il nome
di tutti una stella scolpita
o la falce e il martello.
La Storia ti stringe la gola
sui lunghi viali alberati
e gela il silenzio dei vivi
la dignità della morte.
In fondo al viale dei tigli
sotto l'arco della Vittoria
brucia eterna la fiaccola
agli eroi senza nome
assediati dal buio dei mondo
che ogni giorno ritrovano
lo stesso coraggio di lotta,
la stessa speranza di pace.
Novembre 1974
[1]Nel Cimitero Museo di Piskariovska a Leningrado sono sepolti in fosse comuni oltre un milione di morti nell'assedio nazista dei novecento giorni durante la seconda guerra mondiale.
Il dissenso
Ad Anatoli
Sul viale di Smolny
a Leningrado
citavo Lenin e recitavo
per te Majakovski, tu hai gelato i miei dubbi:
socialismo no, grazie!
Sulla via del mercato,
nell'ora dei miraggi,
il figlio di novecento giorni
di gloria a Leningrado
sognava il mito della democrazia
senza nome,
ignorava gli affari dei mafiosi,
le illusioni dei bottegai,
l'appetito dei corrotti.
Sulla via della borsa,
nell'ora dei profitti,
il figlio di novecento giorni
di vergogna a Monaco
rammentava l'imperialismo
e la guerra,
scordava il potere degli affari,
la violenza del mercato,
miseria e schiavitù.
Sul viale dei tigli
a Pietroburgo,
ora accendi le mie certezze
col calore delle tue citazioni,
riscaldi il mio cuore
con l'armonia dei tuoi versi.
Sul viale dei tigli
a Pietroburgo,
citi Lenin e reciti disperato
Majakovski.
Settembre 2001
Dove come e quando
L'utopia che canta le imprese di Ercole
ravviva sempre le battaglie di Spartaco
dove come e quando
uomini disperati rifiutano la servitù
cercando insieme il coraggio dei liberi.
L’Utopia che incendia gli atti della fede
accende sempre il lume della ragione
dove come e quando
uomini coraggiosi scordano la paura
trovando insieme la volontà dei ribelli.
L'Utopia che pianta l'albero della libertà
coltiva sempre il seme della giustizia
dove come e quando
uomini ostinati combattono l'ignoranza
cantando insieme la dignità degli uguali.
L’Utopia che toglie la certezza dal dubbio
Sostiene sempre le speranze della ragione
dove come e quando
uomini colti accendono le luci dei mondo
marciando insieme alla testa dei giusti.
L'Utopia che abita i luoghi della storia
frequenta sempre i posti della memoria
dove come e quando
uomini resistenti affrontano l'imperialismo
assassino e il suo mandante, il mercato.
L'Utopia che celebra le battaglie perdute
percorre ora e sempre le vie della storia
dove come e quando
gli uomini lottano insieme per cambiare
lo stato presente delle cose.
Febbraio 1998
Fine della Storia
Un filosofo illustre a pagamento
ha scritto il necrologio della Storia.
Concetti densi, frasi eleganti
assicura che la Storia è finita,
ora resta soltanto Wall Street.
Il committente Mister Dollaro
padrino dei mondo ha disposto
funerali colorati da tutte le tv.
Devo dare la ferale notizia
agli amici pendolari che ascoltano
con me nei vagoni dei mattino
la musica dura delle rotaie.
Devo dirlo ai lavoratori precari,
ai dipendenti senza contratto,
ai cassintegrati senza speranza,
ai disoccupati incazzati,
ai pensionati senza assistenza,
agli studenti senza insegnanti,
agli insegnanti senza lezioni,
agli immigrati senza diritti,
agli ammalati senza cure,
agli affamati senza cibo,
ai disperati dei mondo
uccisi da bombe intelligenti.
Devo farlo sapere a mio padre
sulla spiaggia dei più che ripete
ostinato non muore la Storia
fin che vivono servi e padroni.
Parole povere, frasi scontate,
assicura deciso senza compenso
che la Storia non legge necrologi
a pagamento ma ascolta sempre
la musica dura delle rotaie.
Ottobre 1996
La parola verità
Non ascoltare i versi
melati d'ipocrisia
declamati dai furbi
di turno alla veglia
dell'umanità ferita.
Non è in vendita
la dignità negli spot
tivu a pagamento.
Accendi le arcigne
parole della speranza
scolpite nel granito
della ragione dal cuore
eterno degli uomini.
La parola verità vive
sempre sulle strade
infinite della Storia.
Novembre 2002
Nei versi la pace
I versi non apprezzano
le azioni della Borsa che segnano
rialzo quando le bombe uccidono
gli schiavi dei Mercato.
I versi non gradiscono
gli affari spudorati di sorelle
indecenti che estraggono sangue
dai pozzi di petrolio.
I versi non sopportano
la falsa informazione, l'opportunismo cinico,
il servilismo becero,
l'ipocrisia che celebra
bombe e democrazia.
Nei versi tu riascolti
la voce mai perduta di uomini
smarriti che assieme si ritrovano.
Nei versi tu ritrovi
la dignità mai doma di uomini
sconfitti che ancora ci riprovano.
Nei versi la tua rabbia rincorre
la ragione e placa il tuo dolore
l'impegno solidale.
Nei versi non si spegne
la luce quotidiana che illumina la via
agli eroi senza nome.
Nei versi a tutti noi sorride
la speranza, l'amore e la giustizia,
coraggio e dignità.
Ai versi non mente la guerra,
nei versi si accende la pace.
marzo 2003
Flash back
Tornano lampi
di giorni lontani,
quando inseguivo
confuso il futuro
sul viale dei tempo,
in alto splendeva
la luce del sole,
lontana la notte.
Percorro sereno
la fine dei giorno
e cerco ancora
il futuro smarrito
nei timidi lampi
d'amore e di lotta
ma tornano solo
quegli attimi chiari
di giorni lontani,
accesi chissà dove
sul viale del tempo
dal figlio dell'uomo.
Febbraio 2005
La mia Lunigiana
Torno al paese dei miei morti,
dalle mie ombre di ragazzo
e pochi vecchi fantasmi
viventi nelle case di pietra
dei borgo abbandonato.
Non sapevano libri quei vecchi
trascinavano miseria e dignità
tra boschi curati di castagni,
filari di vigne agre e aridi campi
dalle rampe scoscese.
Torno in auto al paese sulla via
che era sentiero di lucide pietre,
erto e giallo di foglie rinsecchite
e ceppi sporgenti.
Ritrovo metati affumicati, stalle vuote,
aie deserte dove abitava
povertà ma scacciava la fame
il frutto generoso dei castagni,
mille usi e nomi strani, farina
dolce pressata nelle madie
all'assedio dell'inverno.
Ritrovo le ombre di ragazzo
tra castagni ormai inselvatichiti
le memorie dei cuore sparse
tra lapidi antiche sulla nuda terra
nel cimitero dei miei morti
dove ora tanti loculi nuovi
attendono pochi vecchi fantasmi
viventi dei borgo abbandonato.
Il Castello diruto suona il silenzio
della Storia e già dall'altare tv
marchesi, preti e fattori cantano
il nuovo Medioevo.
Novembre 2005
L'Utopia
La brace mai spenta
ha confuso la notte
e l'alba ora attende smarrita
una buia giornata
ma si accende l'Aurora
riprende colore la vita.
L'eroe senza nome
accoglie sereno il giorno
dell'eterna speranza,
ritrova il sorriso perduto
sul volto di domani
affronta deciso la corsa
interminabile della Storia.
Il fuoco già acceso
ha illuso la notte
ora l'alba accoglie confusa
una grigia giornata
ma si accende l'Aurora
di nuovo sorride la vita.
L'eroe senza nome
riprende coraggio e vede
vittoria nella battaglia
che non ha abbandonato.
La Storia attizza ogni notte
le fiamme mai spente
e ogni giorno l'Aurora
accende il sorriso radioso.
Novembre 2003
Ora basta !
"Ora basta!'
Non solo un inutile slogan..
ma anche grottesca illusione
quando il terrore riempie livide
pagine quotidiane e definisce
terroristi donne bambini uccisi
da bombe definite intelligenti.
Ed anche assurda speranza
quando ricchi potenti sedicenti
democratici assoldano servi
assassini e seminano morte
e dolore nei silenzi dei deserto.
Ed anche delusione crudele
quando poveri diavoli vivono
l'inferno della libertà coloniale
e provano oltraggi e torture
nei lager della democrazia.
Ed anche indicibile orrore
quando madri disperate corrono
sul ponte dì sangue e petrolio
e vedono i figli uccisi dalla sete
insaziabile dei petrolieri di dio.
Ed anche citazione indecente
quando l'opportunismo vende
la ragione, l'ipocrisia riempie
il portafogli seminando veleno
e bugie nella terra dei disperati.
Ed anche cinica provocazione
quando il fascismo neocon dice
democrazia la sua guerra infinita
e l'attore di stragi e teatro cita
fucilazioni ed altre Imprese virili.
Ed anche sciocca asserzione
quando il nord e il sud sono solo
paralleli della vita e della morte
e oriente e occidente segnano
i meridiani dì spreco e miseria.
Riprendiamoci uniti la speranza
fermiamo i signori della guerra
diventiamo i padroni della pace
insieme per cambiare ogni giorno
lo stato presente delle cose.
Non sarà solo un Inutile slogan....
"Ora basta!'
Dicembre 2003
Il nuovo medioevo
Profonda la notte medievale
quando la fede sfratta
la ragione e l'illusione nutre
la fame degli oppressi.
La bugia stringe il mondo
nel terrore, dell'aldilà ritorna
la speranza e la madonna
appare ai disperati.
La carità prende il posto
del diritto e chiede a dio
i miracoli ma della lotta
spegne la forza solidale.
Ristagna il medioevo, il mondo
impaludato sta in preghiera
fin quando si riaccende la ragione
e l'alba sorge ancora dalla notte.
Febbraio 2004
Memoria del sogno
Nel cielo i colori dei grigio,
odori di pioggia e d'autunno.
Giorni interi insistenti,
inzuppati di gocce impalpabili
e fitte, che affrettano i gruppi
radenti da un portico l'altro,
fin dentro la campanella
d'entrata e ritrovano allegri
deluse speranze di sole
quando fuggono a frotte
dalla campanella d'uscita.
Non è nostalgia dei passato
né temo la notte che incombe
eppure mi strugge il ricordo
di quelle giornate lontane
intrise di pioggia e di grigio
di attese dì sole e di gioia;
il sogno di pace e d'amore
svanito nei giorni splendenti
di tante estati senz'anima.
Il tempo è cambiato, mi dico,
il clima, gli uomini, il mondo,
la vita che corre dintorno.
Sognavonostalgia dei futuro,
ritrovo memoria dei sogno.
Novembre 2004
Peste e cretinismo
Peste e cretinismo sono malattie
infettive a diffusione epidemica.
La peste è stata circoscritta
nel tempo dall'uso più esteso
di scienza e umana ragione.
Il cretinismo ha conosciuto
invece incontrollabile sviluppo
sino ad assumere di recente
dimensione endemica globale
e natura influenzale cronica
di origine massmediologica
divenuta pandemia televisiva
per l'inarrestabile contagio
dei virus servili e clientelari
nella cultura e nell'informazione.
Al momento non si intravedono
rimedi né sono allo studio antidoti,
stante i noti vantaggi dei potere,
gli splendidi successi della fede
e gli affari delle multinazionali.
Quando si spegne la ragione
neppure la Storia riesce efficace.
Febbraio 2004
Cena ricordo di colleghi
Tutti assieme stasera
a cenare tra i ricordi,
contarci ancora da vivi
raccontarci dei morti,
le nostre vite scadute
di lavoro e amicizia,
dentro la gioia di tutti
coi dolori di ognuno.
Suonano note festose
nei ricordi ingessati,
tornano attese felici,
occasioni mancate,
confortanti presenze
e delusioni sofferte,
gelosie già consunte
che oggi condiscono
l'allegria dell'incontro.
Tutti assieme stasera,
a cenare tra i ricordi,
contarci ancora da vivi
raccontarci dei morti,
il tempo che non c'è più,
che non tornerà più,
il tempo che c'è ancora
che ci sarà sempre,
le memorie della vita
la notte della Storia.
Ottobre 2005
In nome di dio
buio il mondo
e l'uomo iddio
riaccende la ragione,
illumina la notte
e torna a dire guerra la guerra,
rapina e orrore.
L'uomo iddio
non odia l'altro uomo,
non mescola con dio
gli affari suoi,
non chiede il suo permesso
e poi bombarda e uccide,
ruba, massacra e mente,
sempre in nome di dio.
L'uomo iddio
ama il mondo, la gente,
non confonde l'amore
con lo stupro e non chiama
la bomba intelligente,
non dice la guerra umanitaria
che stermina altri uomini.
E' buio il mondo
e l'uomo iddio
riaccendere la ragione,
caccia i ladroni
dal tempio del petrolio
e torna a dire pace
la pace, giustizia e amore.
Marzo 2005
La mia fede
Non chiedermi di dio,
mi considero agnostico da sempre
volteriano, materialista storico
gramsciano.
Presuntuoso non so ma mi sento
migliore per non esser credente,
non credente alcun dio.
Non dico ateo perché mi pare
sciocco citare quel che ignoro
perciò non mi appassiona
manco un po'
l'inutile argomento della fede,
il vuoto culturale dell'inutile
che sostiene l'idea dell'aldilà.
L'aldiquà m'interessa, mi riguarda
non la rozza credenza dei bigotti
né la cinica fede dei potenti,
inventori di dio che sta con loro.
L'immortalità che m'affascina
e mi attrae
è la storia degli uomini soltanto,
la memoria di quelli che percorrono
ogni via ragionata e ragionevole
con una targa sempre illuminata
che indica per tutti "via ragione".
Prima di me, dopo di me,
per sempre
Fin che collasserà la stella Sole.
Marzo 2004
Febbraio 2005
Corre la vita
Alla sorgente è rivolo
e subito scende torrente
ma sembra lento il suo corso
poi diventa una piena che travolge
s'impaluda e si perde nel mare infinito.









