Dulce et Decorum est Pro patria mori.
Di Wilfred Owen
Di Wilfred Owen
(E’ dolce e decoroso morire per la patria).
Ripiegati su sé stessi, come vecchi
Ripiegati su sé stessi, come vecchi
mendicanti sotto i sacchi,
con le ginocchia ricurve, tossendo come
streghe, imprecavamo fra la melma,
finché voltammo le spalle al bagliore
dei proiettili traccianti,
e verso le nostre lontane retrovie
cominciammo a camminare
faticosamente.
Gli uomini marciavano sonnambuli.
Molti avevano perso gli scarponi,
e marciavano claudicanti, calzati di
sangue. Finirono tutti zoppi; tutti
ciechi;
ubriachi di fatica, sordi persino al sibilo
di stanche granate che indietro
cadevano lontane.
Il gas, il gas! Svelti ragazzi! – Come in
estasi annasparono,
appena in tempo infilandosi i goffi
elmetti;
ma qualcuno continuava a gridare e a
inciampare e dimenarsi come un uomo
in mezzo al fuoco o alla calce…
Confuso, attraverso le annebbiate lastre
di vetro
e la densa luce, verde
come sotto un mare, verde,
lo vidi annegare.
In tutti i miei sogni, davanti ai miei
occhi inermi,
si tuffa verso me, colando giù,
soffocando, annegando.
Se in qualche sogno soffocante potessi
anche tu metterti al passo
dietro il vagone in cui noi lo gettammo,
e vedessi i bianchi occhi contorcersi nel
suo viso,
il suo viso penzolante, come un
demone sazio di peccati;
se tu potessi udire, ad ogni sobbalzo, il
sangue
uscire gorgogliante dai polmoni guastati
dalla bava,
osceni come il cancro, sgradevoli come
il vomito
di vili, incurabili piaghe su innocenti
lingue,
amico mio, tu non diresti mai più con
tale entusiasmo
ai bambini ardenti per qualche
disperata gloria,
la vecchia menzogna:
Dulce et Decorum est
Pro patria mori.
(E’ dolce e decoroso
morire per la patria).
SOLDATI da "Il Mio Tempo" Di Virgiglio Atz
Mentre trascinano cadaveri come sacchi
si scompone l'attenzione sul tempo che farà
Bisogna preparare statistiche credibili
perché la cronaca passa ma i bisogni no
Per cui finito il lavoro intanto si va al cesso
ci si libera del peso e poi si va a pranzo
Lavarsi bene le mani (con questi corpi luridi di mezzo)
eppoi ascoltare i capi... le solite tiritere del cazzo
Il problema grosso della guerra è che la pulizia
sfoga i suoi bisogni in sifilide e blenorragia
E resto (violenze stupri cadaveri torture massacri)
tutte stronzate (che venissero loro al posto nostro)
Tanto i cadaveri oggi sono loro e domani noi (in sordina)
cioè letame, buono per i fiori di chi ce li metterà
Eroi e buoi dei paesi tuoi...
Ehi amico, quando tomi nel mondo salutalo per noi
e fa vedere a tutti questa foto carina
del nostro tour qui, fra Cecenia Iraq e Palestina
Inoltre, per rendere edotto chiunque
datala per noi con un inchiostro rosso sangue
e scrivici , comunque INFERNO 2005
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