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Poesia Inedita : Loria Chiara

Concerto Urbano - Silenzio Lungo il fiume - Ha un nome l'arco : bios -
Concerto Urbano
 
I giovani camminano sotto una luna urbana
gonfia dell'estate incombente
pesante di attese inconsapevoli.
La musica insegue l'esercito dei reduci,
superstiti di un evento grottesco.
La massa‑dissolta magicamente nella musica –
si ripropone ora, terribile ombra fluttuante,
nelle strade che cingono lo stadio.
Le motorette scalpitano,
zoccoli di cavalli impazziti i passi battono ritmati, 
ondeggia il cammino di precoci lolite. 
Alti lampeggiano freddi bagliori
insidiano la luce lunare e rinnovano deliri psichedelici.
 
Clamori imperiali furori plebei, titaniche lotte di schiavi :
si spezzeranno mai le ferree catene della miseria
che non si placa di pane e circo ?
Tutto si rinnova sotto il cielo violaceo
di millenni di percosse
e ancora si cercano gesti epici voci liriche,
suoni olimpici,bellezze levigate,terrori infernali.
 
L'uomo antico è ancora qui, ombra sotto la luna,
calpesta strade esotiche, invoca sogni oppiati, 
anela fresche sorgive,
stringendosi agli altri battendo le mani,
urlando come esorcismi i nuovi riti ‑slogans del mostro sacro.
Figlio di una mitologia esangue
il cantore è l'eroe che brandisce
-vibrante come una spada vittoriosa ‑ la chitarra elettrica
e genera brividi meccanici dall'uroboro nero
serpeggiante la sua disperazione.
 
Così povera e straniera è questa stagione umana!
 
 
 
 
Silenzio Lungo Il Fiume
 
 
Lucido lungo e ventoso
il corso costeggia il fiume agonizzante
di una periferia balorda
che non può essere umana neppure nel crepuscolo serale.
 
Frettolosi passanti,pendolari,reduci da un lavoro che non nobilita
 
trascinano verso casa
pene pesanti vecchie melanconie, aspri rancori.
 
La città tuttavia vive
E il battito del tuo cuore si confonde con il mio.
Tu cammini rapido,
rapidamente accanto mi scorri
un uomo vero,
compagno di eventi banali,
di aneliti, di ideali, di amori confusi.
 
Non voglio essere sola.
Con te non ho forse diviso tutta me stessa?
La carne non ha peso,
gli anni non hanno senso,
le convenzioni si denunciano:
e questo è forse l'amore negato,
l'atteso messaggio cifrato
su un codice di gioia ancora sconosciuto.
 
La pausa è breve.
L'angoscia è di nuovo in agguato ed inghiotte ogni cosa.
Lucido scorre il fiume, il vento agita i folti ippocastani.
Io taccio.
Tu resti l'amico di sempre,
caro, impietoso, lontano.
Fugaci le mani si toccano, gli sguardi si incrociano,
i passi rallentano.
E' il commiato.
Perché non so dire TI AMO?
 
  
Ha Un Nome L'arco: Bios
 
Un bagliore illumina il volto giovane
chiuso nell'argentea cornice
come in angusto sequestro.
Venti anni non lasciano segni
di malinconie, di solitudini
e,fiori di fuoco, gli occhi splendono.
 
Perfidia del tempo che passa...
 
Mentre la luce si attenua
ti trovi muta a fissare
‑come in un mitico specchio-
il tuo vecchio ritratto.
Alzi lo sguardo e incontri te stessa
nella cornice lucida
dello specchio appannato che non guardi più.
 
Ti smarrisci...
Chi sei dunque
se tu stessa ti disconosci?
 
Il labirinto della vita
ti si ripropone oscuro e inestricabile
come fu sconosciuto e lieto un tempo.
Foggiato un altro volto,
malinconico guitto infarinato,
rispolveri piccole speranze
ramificate nell'anima
come rughe
che l'ombra della sera illude
e il sole irride...
 
Sei ancora tu.
 
 
12/06/2010 commenti (0)